Un progetto nato dall’amore per Pantelleria

Il progetto nasce dalla visione di Piero Domino e dal suo legame profondo con il paesaggio siciliano e con Pantelleria. Recuperare il dammuso non significa soltanto restaurare un edificio rurale, ma restituire valore a un patrimonio fragile: l’agricoltura eroica, i saperi antichi, le colture autoctone, il rapporto tra uomo e natura. È un gesto culturale prima ancora che architettonico: custodire la memoria per trasformarla in futuro.

Agricoltura eroica, memoria e futuro

A Pantelleria coltivare è un atto di resistenza. La vite cresce bassa, protetta dal vento, secondo la tradizione dell’alberello pantesco, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Accanto alla vite, il progetto valorizza anche colture antiche e identitarie come:
la lenticchia di Pantelleria,
il Trùsso, cavolo rapa tipico dell’isola,
la Cucuzza Pantesca.
Recuperarle significa difendere la biodiversità, la memoria agricola e l’autonomia alimentare dell’isola.

Il dammuso come luogo di comunità

Il Centro non sarà un museo del passato, ma un laboratorio di futuro.
Scuole, associazioni, operatori culturali, realtà turistiche e comunità locale potranno trovare qui uno spazio aperto alla conoscenza, alla formazione e alla condivisione.
Il Centro ospiterà: percorsi educativi, soggiorni didattici, laboratori sull’orto e sulla vite, attività formative, momenti di confronto tra saperi antichi e pratiche sostenibili.
Un luogo in cui le generazioni si incontrano e la cultura agricola torna a essere esperienza viva.

L’orto come spazio di inclusione

Fare orto a Pantelleria non significa soltanto coltivare.
Significa creare relazione, recuperare ritmo, responsabilità e appartenenza.
Per le persone in condizioni di fragilità o svantaggio sociale, le attività agricole possono diventare occasione di rinascita, formazione pratica e integrazione.
La terra accoglie, non giudica. Coltivare diventa un modo per prendersi cura: della natura, delle persone, della comunità.

Paesaggio, tutela e identità

Il dammuso si inserisce in un territorio di straordinario valore ambientale e culturale, all’interno del contesto del Parco Nazionale Isola di Pantelleria.
Muretti a secco, terrazzamenti, sentieri, vigneti e orti raccontano un equilibrio secolare tra uomo e natura.
Preservare questo luogo significa difendere un paesaggio rurale unico, dove architettura, agricoltura e ambiente non sono elementi separati, ma parti della stessa identità.

Sostenibilità dell’intervento

Il recupero è stato pensato secondo una logica di sostenibilità integrata.

Sono previsti: riuso dei materiali originari, calce naturale e pigmenti tradizionali, isolanti naturali e riciclabili, raccolta delle acque meteoriche, energia fotovoltaica, compostaggio degli scarti organici, reimpiego del compost nelle coltivazioni.

Nulla si spreca. Tutto ritorna alla terra.

Coltivare significa restare

Questo progetto è un presidio culturale, agricolo e sociale.

È un gesto d’amore verso Pantelleria. È un modo per custodire un sapere fragile.
È una scelta di responsabilità verso il paesaggio e verso chi lo abita.

Coltivare, qui, significa restare. Restare significa proteggere. Proteggere significa tramandare.

Custodire. Condividere. Rigenerare.

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